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  • martinacristofani

Marsiglia

cara Olivia, comincio a scriverti qui, dopo aver lasciato foglietti, pezzetti di frasi e pensieri in giro, tra pagine di libri, album fotografici e cartoline sparse.

Dentro la tua O si racchiude per me il sole e la terra che gira.

L'involucro della vita e la pienezza dell'amare.

Qui su Mars, hai rivoluzionato la mia vita e l'hai resa sensata, ma la tua mamma fatica a trovare un equilibrio in un paese così estraneo culturalmente, anche se confine alla nostra Italia, Roma. E non me ne sono accorta subito.

Tutto l'entusiasmo con il quale sono arrivata, si è scontrato, sciolto, incastrato, perso, ha mutato..in tante varianti diverse di sentimenti contrastanti.

Oggi, sono in pigiama, come spesso mi capita qui da cinque anni, ho perso amici per strada, si, ne ho trovati nuovi, ma non come i vecchi.

Sono in conflitto, con la vita, con l'essere umano, con me stessa, con la mancanza di fiducia. Convivo con una rabbia semi permanente, dovuta al fatto che le persone non rispondono come vorrei..o almeno questo è quello che percepisco.

e non riesco a restare a braccia aperte, non riesco tuttavia ad accoglierle, queste persone, che incontro e fanno come possono con la vita che hanno.

Al contrario sono guardinga, e al primo segnale, mi chiudo in me stessa, espongo artigli e aculei, mi proteggo, mi ritraggo, o a volte graffio. Certo è, che creo un conflitto e un divario.


Tu non potrai averlo notato, perche con te i miei sentimenti sono immersi in un bagno di candido amore, sono sacchi di juta riempiti di pazienza e tenerezza, i miei occhi e la mia voce viaggiano nella calma e nella presenza gentile, ma solo con te.

Gli altri non sono ammessi, gli altri non hanno il pass per accedere,

neanche tuo padre, che eppure amo.


Stanotte pensavo che vorrei dirti tra un po, visto che ora dall'alto dei tuoi due anni e mezzo, non sono sicura che capiresti fino in fondo, quello penso sulla felicità: che non esiste.

Non esiste uno vero possibile inseguire una felicità come da cartello pubblicitario.

Non credo si possa avere come obiettivo questo mito. E' come aspettare l'uomo ideale.

Penso però che bisogna avere il coraggio di provarci, accogliere la sfida, lanciarsi e giocare le carte che si hanno in mano. La cosa peggiore che ti possa capitare è di aver lasciato il tavolo da gioco senza aver messo giù le tue carte e aver fatto tutto per arrivare il più lontano possibile con il gioco che avevi in mano.

Quindi Oli, gioca, giocatela tutta fino in fondo.


La tua mamma ora è una tigre in gabbia che non capisce come impadronirsi di uno stato più sereno e meno collerico. Ma credo di essermi lanciata ogni qualvolta ci sia stata la possibilità, poi il dopo, diventa per me complicato, forse perche la mia natura mi domanda un movimento costante, una vibrazione continua, data da nuove scoperte, nuovi passaggi e paesaggi, ma mi lancio, e per questo sono atterrata su Mars.


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